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Stellastarr - un esordio promettente

By martchelo on martedì, marzo 16, 2010


Nel 2003, tre anni dopo essersi formati gli Stellastarr* esordiscono con l'omonimo album di debutto. La band di Shawn Christensen propone una miscela tipicamente indie-rock con non poche venature new wave, soprattutto nello stile canoro del suo leader. Shawn Christensen, anima degli Stellastarr*, ha un timbro basso e uno stile freddo che non può non richiamare alla mente il sound della new wave inglese (degli Human League, ad esempio).
La band di New York in questo primo lavoro esibisce un suono più grezzo rispetto a quello degli album successivi con evidenti, anche se secondarie, influenze garage e complessivamente ancora parzialmente indefinito. Tra echi punk e influenze grunge (do you remember?) l'album si fa apprezzare per la vivacità e l'energia accompagnate da una scrittura magari non sconvolgente in quanto ad originalità ma sempre efficace.
Una qualche eco ebbe a suo tempo il singolo My Coco, se non lo conoscete è un'ottima vetrina dei primi Stellastarr*.
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Stellastarr - Civilized, un album da non perdere

By martchelo on venerdì, settembre 11, 2009


Io m'innamorai di questo gruppo dal terribile nome (Stellastarr?? Ma come vi è venuto in mente!?) qualche anno fa ascoltando casualmente in radio Sweet Troubled Soul: un pezzo oreccchiabile e trascinante che ben riassume le caratteristiche principali del gruppo. Indie-rock di base, una bella manciata di sonorità anni 80 soprattutto nel cantato un po' new wave (mi vengono in mente gli Human League, ad esempio), suono curato, pieno, energico ma senza particolari asperità. Insomma un bel mix che può intrigare chi, come me, ama l'indie-rock ma affonda le proprie radici adolescenziali nel pop degli anni 80.
Civilized è il loro terzo lavoro e non tradisce le attese. Cambia qualcosa nel loro mix di ingredienti, la voce di Shawn Christensen esplora tonalità più alte del consueto (e questo un po' mi dispace) ma la sostanza non cambia. Il primo singolo, Gossip Girl, lo può facilmente confermare così come la splendida Freak Out. Ma è l'album nel complesso a convincere, gli Stellastarr percorrono strade a loro già note con più maturità ma senza perdere freschezza.
Va anche detto che questo gruppo, non so perchè, non se lo fila nessuno. Se provate ad ascoltarli potreste avere una piacevole sorpresa.
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