I
Portugal. The Man sono un gruppo che mi sta intrigando parecchio. Sto vagando da qualche settimana nella loro discografia e
più li ascolto più ho difficoltà a inquadrarli, a definirli, a sapere cosa aspettarmi da questa band dell'Alaska. Se è vero che
i Portugal. The Man possiedono uno stile riconoscibile, grazie anche alla versatile ma indefinibile voce di John Gourley, è altrettanto vero che
ogni disco ne svela aspetti differenti.
Censored Colors, loro terzo lavoro, è l'album delle
aperture melodiche, di
canzoni pensate in grande, con echi spesso più
soul che rock, senza tracce di minimalismo se non per quell'understatement che fa parte integrante del DNA Indie. Come sempre
gli arrangiamenti non sono banali, lo sviluppo delle canzoni sorprende e spinge ad ascoltare e riascoltare il cd perchè ogni volta si ha la sensazione di aver colto solo in parte il messaggio musicale della band.
C'è un qualcosa di indefinito e affascinante in Censored Colors e nei Portugal. The Man, forse anche di irrisolto.
Ma è bello così:
All Mine (trovata solo in versione acustica, su disco è anche meglio).
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