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Il ritorno di Jack White: il 24 aprile uscirà Blunderbuss

By martchelo on mercoledì, febbraio 01, 2012

Ebbene si, lo confesso, ero abbastanza pessimista. Gennaio 2012 è stato uno dei peggiori mesi in termini musicali degli ultimi anni e il calendario delle uscite dei prossimi mesi non lasciava spazio a grandi speranze. Poi qualcosa è cambiato, nel vuoto dovuto alla mancanza di punti di riferimento si è fatta largo una notizia: Jack White ritorna!!
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10 Best 2011 Albums

By martchelo on giovedì, dicembre 29, 2011

Cari i miei 3 lettori che come ogni anno chiedete a gran voce di sapere quali sono stati i migliori album degli ultimi 12 mesi: eccovi accontentati! Il 2011 è stato un anno discreto ma non eccezionale dal punto di vista musicale. Sia pure a corrente alternata non sono però mancati album degni di nota. Ecco la classifica dei top ten album di Manta Ray (e i premi speciali della giuria - inventati di sana pianta per dare spazio a altri 4 album):
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My dear 3 readers surely want to know what were the best albums of the last 12 months: here they come! 2011 was a decent but not great year from a musical standpoint. But we listened to a few albums worthy of note. Here is the ranking of the top ten albums judged by Manta Ray (and the special jury prizes - invented out of whole cloth to make way for another 4 albums):
  1. The Decemberists - The King is Dead 
  2. PJ Harvey - Let England Shake 
  3. mr Gnome - Madness in Miniature
  4. Lykke Li - Wounded Rhymes
  5. Veronica Falls - Veronica Falls
  6. Peter Murphy - Ninth 
  7. Zola Jesus - Conatus
  8. Joseph Arthur - The Graduation Ceremony
  9. Okkervil River - I Am Very Far
  10. Portugal. The Man - In the Mountain, In the Cloud
Special 80s Revival Prize
Special New Skin Prize
Special ComeBack Prize

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Zola Jesus - Conatus [4/5]

By martchelo on mercoledì, dicembre 28, 2011

Zola Jesus (Emile Zola + Jesus Christ, tanto per tenere un profilo basso) è un'artista per chi ama esplorare gli angoli bui e sa apprezzare la bellezza del crepuscolo. La ricchezza della sua pagina su Wikipedia fornisce un'idea dell'impatto che Zola Jesus sta avendo sulla musica contemporanea (tra mainstream e sperimentazione) nonostante abbia pubblicato il suo primo album poco tempo fa, The Spoils è infatti del 2009.
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Rich Aucoin - We're All Dying To Live [2/5]

By martchelo on martedì, dicembre 27, 2011

Non si tratta di non volersi uniformare o di voler fare il bastian contrario a tutti costi ma We're All Dying To Live, disco d'esordio del canadese Rich Aucoin, mi pare che goda di una fama e di un successo di critica di gran lunga superiore alle sue qualità. Il 2011 è stato un anno duro per gli amanti della musica, sono stati infatti pochi gli album che si sono elevati sopra la media ed è quindi facile capire come tutti siano alla ricerca di qualcosa da promuovere come "straordinario" in questo finale d'anno.
Anche OndaRock, mio puntuale riferimento, elogia Rich Aucoin premiandolo addirittura come "disco del mese"! Tutto sempre accompagnato dai puntuali numeri che ricorrono in ogni recensione: la copertina di We're All Dying To Live ricorda da mooolto vicino quella di Illinois di Sufjan Stevens, quasi 3 anni di lavorazione e 500 musicisti coinvolti per non-so-quanti minuti di musica cantata e strumentale.
Bene, fantastico.
Il problema non sta nei numeri ma nell'assenza di straordinarietà. La premessa è semplice: la capacità di giocare con più generi musicali all'interno di un album non è più un fattore di sorpresa da tempo, nè tantomeno motivo di agitazione o entusiasmo. Cioè chissenefrega se Rich Aucoin cita 200 band e salta dal disco-club all'art-pop. We're All Dying To Live è un disco ricco di idee ma raramente se non mai straordinario, delle sue 1000 facce non ce n'è una che brilli di una luce tale da abbagliare. E io preferisco essere abbagliato da una luce violenta che mediamente illuminato da 1000 flebili lampadine. ========================================================================
It is not about being a contrarian at all costs, but We're All Dying To Live, debut album of Canadian Rich Aucoin, it seems to me that enjoys an excellent reputation and a great critical success far superior to its quality. The year 2011 was a tough year for music lovers, in fact, only a few albums were high above average; so it is easy to see how everyone is looking for something to be promoted as "extraordinary" in this year's final. Lots of sites promote Rich Aucoin's debut album, every review always accompanied by precise numbers: the cover of We're All Dying To Live closely resembles that of Sufjan Stevens's Illinois , nearly 3 years in the making and 500 involved musicians for I-don't-know-how-much minutes of sung and instrumental music.
Well, great.
The problem lies not in numbers but in the absence of extraordinary qualities. The premise is simple: the ability to play multiple musical genres in an album is no longer a surprise by a lot of time, nor does it cause for excitement or enthusiasm. I mean: who cares if Rich Aucoin cites 200 bands and moves from disco-club to art-pop? We're All Dying To Live is an album full of ideas but rarely if ever extraordinary, none of its 1000 faces shines a dazzling light. And I'd rather be dazzled by a bright light that lit up by an average of 1000 faint light bulbs.
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mr Gnome - Madness in Miniature [4/5]

By martchelo on giovedì, novembre 24, 2011

Meno si è meglio si sta, c'è del valore vero nel selezionare le persone di cui ci si circonda perchè la qualità è sempre vincente rispetto alla quantità. Non è quindi un caso se molte delle proposte musicali più interessanti e originali degli ultimi anni (White Stripes e Middle Class Rut tanto per citarne due) siano frutto del lavoro di band minimali, composte di soli 2 elementi. Nicole Barille, cantante e chitarrista e Sam Meister, batterista e tastierista, sono i mr Gnome, un duo americano che scorrazza con ispirata libertà nell'universo indie, tra folk e pop, hard rock, punk e post-rock e quant'altro vi venga in mente. La totale noncuranza delle regole non scritte della musica, la verve creativa, l'indifferenza rispetto a qualsiasi barriera è un elemento che rende Madness in Miniature, il terzo album dei mr Gnome, un lavoro straordinario, ricchissimo di idee e stimoli.
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Portugal. The Man - In the Mountain, In the Cloud [4/5]

By martchelo on giovedì, novembre 17, 2011

In the Mountain, In the Cloud è il sesto album in sei anni che i Portugal. The Man sfornano. Il primo per una major. Io li seguo con attenzione da un po' di tempo e ne ammiro il talento melodico, lo scarso rispetto delle regole non scritte della buona musica rock e quel tocco di artigianalità, per non dire di approssimazione, che ne caratterizza i lavori in studio. E che penso non sia una cervellotica scelta a tavolino bensì il loro modo diretto e naïf di fare musica.

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Jack White, Depeche Mode, Nine Inch Nails cover U2: Achtung Baby!

By martchelo on venerdì, ottobre 28, 2011

Achtung Baby è stato il capolavoro degli U2, il loro apice e la loro fine nello stesso momento. Il loro lungo percorso di formazione rock e arricchimento musicale li spinse ad osare ad ogni disco qualcosa in più finché la contaminazione pop ed elettronica di Achtung Baby ne fece esplodere le straordinarie qualità melodiche nel loro massimo splendore.
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Veronica Falls - Veronica Falls [4/5]

By martchelo on lunedì, ottobre 10, 2011

I Veronica Falls rappresentato una tale novità che su Wikipedia non esiste ancora la loro voce. Incredibile, si tratta di una vera e propria rarità. Ma anche di una stranezza dato che il cammino verso l'omonimo album di debutto dei Veronica Falls non è avvenuto nell'oscurità bensì è stato seguito con attenzione dal mondo indie. Certo, poco hype rispetto a altre band, ma anche discrete aspettative. Che la band inglese guidata da Roxanne Clifford non tradisce affatto.
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Jack Whites covers Hank Williams and Bright Eyes cover White Stripes

By martchelo on martedì, ottobre 04, 2011

Siccome la pigrizia è un aspetto centrale della vita, oggi mi limito a segnalare un paio di link interessanti, entrambi ruotano attorno a Jack White, sono cover e vale la pena ascoltarle.
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Just a couple of interesting link today, as everything regarding Jack White is interesting.
Jack White sings Hank Williams' "You Know That I Know": http://www.rollingstone.com/music/news/exclusive-stream-jack-white-interprets-hank-williams-you-know-that-i-know-20111003 and he's sensitive and touchy as usual.
Bright Eyes cover Whites Stripes' "We're gonne be Freinds": http://pitchfork.com/news/44192-bright-eyes-cover-the-white-stripes/ nice and useless to be honest.
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R.E.M. Break up: addio alla band di Michael Stipe (ma non s'erano già sciolti?)

By martchelo on venerdì, settembre 23, 2011

I R.E.M. si sciolgono, ne hanno dato l'annuncio sul loro sito. Prima mia reazione: ma non s'erano già sciolti? Esistevano ancora i R.E.M.? Stando all'ufficialità bisogna dire di si, i R.E.M. continuavano ad esistere nonostante il loro esordio si perda indietro negli anni, addirittura nel 1980! Non voglio ripercorrerne ora la carriera, non li conosco così a fondo, posso però dire che, contrariamente a molte band, il gruppo di Michael Stipe andò migliorando nel corso degli anni per arrivare al top attorno agli anni '90: Green, Out of Time, Automatic for the People sono bellissimi album. Nel 1996 uscì New Adventures in Hi-Fi, a mio avviso l'ultimo lavoro di spessore: se avessero smesso a quel punto sarebbero stati perfetti. Invece hanno proseguito per altri 15 anni, senza infamia e senza lode, ripetendo a memoria una formula vincente ma oramai spremuta (come poteva essere altrimenti?). Scegliere di smettere è difficile, quindi inutile essere troppo ingenerosi con loro, anzi, in questo momento gli sono grato, hanno saputo evitare (all'ultimo momento) l'effetto "una rotonda sul mare" o il patetico circo stile Rolling Stones-Villa Arzilla.
Grazie, bravi, in bocca al lupo (e speriamo che Michael Stipe da solista non si metta a fare musica-che-sembrano-i-R.E.M).
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"To our Fans and Friends: As R.E.M., and as lifelong friends and co-conspirators, we have decided to call it a day as a band. We walk away with a great sense of gratitude, of finality, and of astonishment at all we have accomplished. To anyone who ever felt touched by our music, our deepest thanks for listening."
This is how R.E.M. announced to the world their break up. But I didn't event think they were already together!
Their brilliant carrer started in 1980 (!) and reached the top 'round 90s with the excellent albums Green, Out of Time, Automatic for the People. In 1996 R.E.M. published New Adventures in Hi-Fi: that was a good album and it would have been a perfect time to break up. But it's so hard to make that choice so they went on for further 15 years easily repeating the same formula that gave them success without adding nothing to their story. Finally they gave up and did a great thing, it's by far the better choice, they avoided the risk to became grand-father rockers as The Rolling Stones.
So long, R.E.M.
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