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Band of Horses - Mirage Rock [3/5]

By martchelo on lunedì, settembre 17, 2012

Che meraviglia l'ignoranza! Io infatti ignoravo che i Band of Horses stessero per pubblicare un nuovo album, mi ero limitato ad acquistare bovinamente i biglietti per il loro concerto all'Alcatraz di Milano. E invece, ieri, l'improvvisa rivelazione: c'è un nuovo album da ascoltare!
Mirage Rock è il quarto lavoro della band guidata da Ben Bridwell, il secondo per una major.
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Django Django - Django Django, esordio fulminante [4/5]

By martchelo on venerdì, agosto 24, 2012

I Django Django sono un quartetto scozzese all'esordio con l'omonimo album. La curiosa scelta del nome Django Django pare non abbia nulla a che fare con Django Reinhardt, o perlomeno così la band tiene a precisare. E tutto sommato la cosa non ha alcun importanza. La certezza è che questa band è veramente anomala, bizzarra, descrivere la loro musica è un esercizio improbo perchè contiene veramente di tutto.
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CITIZENS! - Here We Are [2/5]

By martchelo on giovedì, agosto 23, 2012

Il 2012 è, per ora, un anno di vacche magrissime musicalmente parlando. La speranza di trovare qualche gruppo magari non memorabile ma in grado di produrre un album "estivo" frizzante e diverso c'è sempre. Tra i candidati al ruolo quest'anno ci sono i CITIZENS!, gruppo inglese guidato da Tom Burke.
Here We Are è il primo album dei CITIZENS! e rientro in pieno nel filone elettronico-nostalgico dei bei tempi andati del wave, della new wave, della new new wave (ecc...). Sicuramente siamo tutti un po' saturi di questo tipo di musica e io stesso, che di fatto la amo, non impazzisco all'idea di ascoltare l'ennesimo gruppo che ripropone sonorità fantastiche ma consunte.
I CITIZENS! lo fanno senza infamia e senza lode, Here We Are è un disco onesto ma che non mi ha emozionato quasi mai. Arrangiamenti piacevoli ma scrittura spesso piatta e un cantato ordinariamente citazionista. Certo, un colpo straordinario c'è e merita l'ascolto: Caroline.
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Eight and a Half - Eight and a Half [3/5]

By martchelo on mercoledì, agosto 22, 2012

Ripetersi è noioso, quindi eviterò di elogiare le magiche virtù del Canada, terra di eccellenza musicale, infinita fucina di nuove band. Non so bene come io sia arrivato ad ascoltare gli Eight and a Half ma poco importa. Devono essere veramente sfigati perchè non hanno una pagina su Wikipedia quando oramai non si nega a nessuno. Guidati dal leader degli Stills Dave Hamelin i tre canadesi propongono una miscela indie-pop lieve ma palpabile, caratterizzata da una base elettronica-beat di grande gusto.
Le emozioni magari non sono fortissime ma l'ascolto è ipnotico e mai deludente, di livello sia compositivo che come arrangiamenti. Buone le linee melodiche, interessante la voce, gli Eight and a Half un ascolto lo meritano, lo testimonia il singolo, splendido: Go Ego.
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Grand Duchy - Let The People Speak [3/5]

By martchelo on lunedì, agosto 20, 2012

Let the People Speak è il secondo album dei Grand Duchy, gruppo a gestione familiare composto dal sommo ciccione Black Francis aka Frank Black aka Charles Michael Kittridge Thompson IV insieme alla moglie Violet Clark.
A voler essere puntigliosi però questo non è il secondo album dei Grand Duchy bensì è il primo album di Violet Clark featuring Black Francis. Se infatti l'ottimo esordio di Petit Fours era a tutti gli effetti un lavoro a 4 mani questo è invece un divertissement di Violet che ha potuto godere a tratti dell'apporto di Black Francis, spesso impegnato in tourneè coi Pixies. Il risultato è quindi forzatamente strambo e discontinuo ma non negativo. Ho letto recensioni molto severe su questo album, ma penso siano sbagliate. Dimentichiamoci Pixies e età dell'oro e torniamo sulla terra, alla "normalità" cui anche i grandi talenti sono costretti a arrendersi. E non necessariamente è un difetto, meglio un po' di normalità che inseguire in maniera patetica i fasti di un tempo.
Let the People Speak è un album ricco di elettronica e di idee, impreziosito dai cameo di Black Francis, sempre in grado di far cambiare marcia al tutto pur senza aver composto nessun pezzo memorabile. La ricca scaletta (15 canzoni) è infatti perlopiù opera di Violet Clark, prodotta con evidente divertimento e libertà di sperimentare. Il risultato è godibile, un pop elettronico carico di groove e basi ritmiche di grande impatto. Aggiungete un tocco di Black Francis e avrete Let the People Speak: Silver Boys.
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Silversun Pickups - Neck of the Woods [4/5]

By martchelo on giovedì, giugno 28, 2012

I Silversun Pickups possiedono un fascino magico e misterioso che va al di là della loro produzione musicale: ad oggi ricordiamo infatti un eccellente esordio (Carnavas) e un seguito non all'altezza (Swoon). A 6 anni di distanza da Carnavas finalmente i Silversun Pickups pubblicano il loro terzo lavoro, Neck of the Woods. A partire dalla bella copertina questo lavoro nella mente (e nel marketing di Brian Aubert) è l'ideale colonna sonora di un film horror mai girato. Ma questa è più una trovata mediatica che una chiave di ascolto dell'album.
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Elliott Brood - Ambassador [4/5]

By martchelo on martedì, giugno 12, 2012

Elliott Brood - Ambassador (album cover)
Il discreto entusiasmo seguito all'ascolto dell'ottimo Days Into Years mi ha spinto a conoscere più a fondo gli Elliott Brood. Dal terzo album, Days Into Years appunto, sono passato al primo, Ambassador. Saltiamo dunque al 2005 (eccellente la periodicità del trio canadese, un album ogni 3-4 anni) per scoprire come tutto ebbe inizio.
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Black Francis & Reid Paley - Paley & Francis [2/5]

By martchelo on giovedì, maggio 24, 2012

Paley & Francis (album cover)
Ma benedetto il mio adorato ciccione, perché mi fai disperare così? Tu, leader dei Pixies, band fondamentale di cui non sto a ricordare le gesta, tu enorme talento melodico, tu scrittore di canzoni clamorose, tu capace di cantare il rock come nessun altro.
Dunque tu Charles Michael Kittridge Thompson IV aka Black Francis aka Frank Black, perchè non provi a risolvere questo tuo annoso problema, la terribile incontinenza musicale?

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Elliott Brood - Days Into Years [4/5]

By martchelo on martedì, maggio 22, 2012

Elliott Brood - Days Into Years (album cover)
Sto seriamente pensando di chiedere la cittadinanza Canadese. E visto che probabilmente me la negheranno ripiegherò su una vacanza in questa terra magica. Magica oh yes, perchè un qualche tipo di incantesimo deve pur esserci in queste terre nord americane, altrimenti non saprei come spiegare la prolificità musicale del Canada negli ultimi 10 anni.

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Pontiak - Echo Ono [1/5]

By martchelo on lunedì, maggio 14, 2012

Pontiak - Echo Ono (album cover)
I Pontiak, 3 fratelli della Virginia che suonano un rock psichedelico che in rete non è passato inosservato. Giunti con Echo Ono alla nona pubblicazione fra album ed EP (9 in 7 anni, troppe, hanno molto tempo libero questi ragazzi...) i Carney Brothers suonano una musica antica, citazionista come poche altre. Ma anche come accade a tante altre band dei giorni nostri, dai Wolfmother ai Black Mountain a mille altri.
Il tam tam degli addetti ai lavori sottolinea la straordinarietà dei Pontiak, sorta di reliquia vivente dei bei tempi che furono. Io lo confermo in pieno, ma trovo che tutto questo sia un limite enorme di questa band, non un pregio. Va bene che citare gli anni 60 e 70 è praticamente un obbligo per chi suona rock psichedelico ma un conto è suonare musica dei giorni nostri ricca di riferimenti, un altro è rimanere praticamente ibernati, come se non fossero passati 50 anni, restando ancorati a stilemi e sonorità sorpassati in tutto e per tutto.
Mi spiace ma per me questo è un disco da evitare, da lasciare ai nostalgici (vade retro!): time goes by, bisogna evolversi conoscendo il passato ma guardando al futuro. E questo non mi sembra il caso dei Pontiak, sorry guys.
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