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The Rapture - In The Grace Of Your Love, vizi e virtù di una band che non sa scegliere [3/5]

By martchelo on lunedì, settembre 05, 2011

I Rapture hanno le idee parecchio confuse. I Rapture non sanno scegliere. I Rapture hanno talento. I Rapture sono robetta easy. I Rapture sono un po' ostici.
In The Grace Of Your Love, terzo album della band di New York, non si fa mancare nulla e anzi dà ampio spazio alle contraddizioni. Se etichettare un gruppo è oramai un'operazione complessa nel caso dei Rapture è meglio lasciar perdere. E per capirci qualcosa conviene semplificare: divide et impera. In The Grace Of Your Love presenta 2 principali filoni musicali: uno elettronico, venato di black music, very easy molto da club e un altro indie rock con reminiscenze (lontane) punk. I Rapture danno il meglio di sè sia come ispirazione che come interpretazione nelle vesti elettroniche un po' unz-unz ma non scevre di qualità. Se infatti l'indie-rock dei Rapture è tutto sommato sciatto e privo di veri spunti di qualità invece il filone elettronico è ricco, frizzante, immediato ma non privo di profondità d'ascolto.
E' anche vero che questo album è così strano che non mi stupirei di leggere commenti opposti, è facile essere disorientati dalla eterogenea scaletta dei Rapture. Una volta superata la sorpresa però prevale il rammarico perchè In The Grace Of Your Love ci propone una band che non ha saputo scegliere, che ha voluto fare tutto e ha fatto molto bene metà album e così così il resto costringendo alla fine a dare un giudizio medio che è frutto solo della matematica: How Deep Is Your Love.
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Jack White e la cover di Mozart: prima o poi una cagata la fanno tutti

By martchelo on giovedì, settembre 01, 2011

Jack White è Jack White, inutile stare a dilungarsi sul talento di quest'uomo. Più che altro ci si interroga sul suo futuro musicale, da quando è orfano dei White Stripes e si muove in mille ruoli, nessuno dei quali perfettamente definito.
In questo suo errare arriva l'errore, il primo vero errore della sua carriera. Un errore modesto, in quanto alla fin fine (grazie al cielo) si è limitato a produrre un singolo. Però posso dire che "Leck Mich Im Arsch", la canzone degli Insane Clown Posse ispirata da una melodia di Mozart sta a metà tra il sacrilegio e la cagata pazzesca.

Meno male che gli imminenti live dei Raconteurs saranno ben altra cosa...
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The War On Drugs - Slave Ambient, scialbe copie di Dylan e Springsteen [1/5]

By martchelo on mercoledì, agosto 31, 2011

The War On Drugs sono una band americana, al secondo album dopo l'esordio con Wagonwheel Blues. In questo desolante agosto musicale ho letto recensioni molto positive di Slave Ambient, il loro nuovo album. Dopo alcuni ascolti mi chiedo: why? perchè?
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Horrors - Skying, drogarsi fa bene (alla creatività) [3/5]

By martchelo on lunedì, agosto 29, 2011

In 3 album gli Horrors hanno mostrato molte più sfaccettature e qualità di quanto fosse lecito attendersi ai tempi del loro (valido) esordio con Strange House, nel 2007. Il garage punk dell'album di debutto è un lontano ricordo, gli Horrors del 2011 oscillano allucinati (sarà per via dell'uso di ecstasy durante la registrazione di Skying, così dice il bassista Rhys Webb) tra shoegaze, elettronica anni '80 e indie-rock con inevitabili rimandi alla new wave. E quindi via coi soliti riferimenti ai soliti gruppi (Joy Division...gasp) ma con qualche citazione non inflazionata, vedi i Simple Minds di Jim Kerr. Faris Badwan, leader e vocalist degli Horrors cita a più riprese Jim Kerr senza peraltro rinunciare al suo stile, un po' strascicato ma abbastanza efficace. Skying è un album che ho ascoltato molto, forse perchè ho trovato qualche difficoltà nel farmi un'idea precisa del valore di questo album.
Se da un lato la versatilità degli Horrors è ammirevole, dall'altro non dev'essere un elemento condizionante per determinare la qualità di un album. Cioè, chissenefrega se sono stati capaci di evolvere in maniera significativa nel corso di 3 album, importa solo la qualità della loro musica. Skying è un album buono ma non eccezionale, gli Horrors sono una band tosta ma non particolarmente ispirata nella scrittura, raramente vanno oltre il buono (e mai sotto la sufficienza): niente miracolo, niente luce abbagliante che ci rende tutti dei "true believers", Skying è solo un buon album: Still Life, però, è un gran pezzo (molto Simple Minds...).
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Handsome Furs - Sound Kapital, quasi benissimo [4/5]

By martchelo on martedì, agosto 23, 2011

Dan Boeckner è un genio a metà. Metà perchè rappresenta metà dei Wolf Parade (il cui album di debutto Apologies to the Queen Mary era un vero capolavoro), metà perchè costituisce metà degli Handsome Furs assieme alla moglie Alexei Perry, metà perchè spesso è vicino a fare qualcosa di veramente significativo ma gli manca qualcosa per raggiungere l'eccellenza.
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Ulterior - Wild in Wildlife, un singolo non basta: illusione e sufficienza [3/5]

By martchelo on lunedì, agosto 22, 2011

Gli inglesi Ulterior debuttano con questo Wild in Wildlife.Un bel rock, solido, perfettamente inserito nel filone (semi) nostalgico del gothic rock dei tempi che furono (Peter Murphy docet).
Sarei tentato di parlarne molto bene di quest'album, ne avrei voglia. Ma sarei di parte, influenzato dalla voglia di trovare finalmente un bell'album rock (è da un po' che il materiale latita...).
Wild in Wildlife ha un bel sound, coinvolge e crea le giuste aspettative, sublimate in Big City Black Rain, un vero capolavoro che, paradossalmente, crea un grosso problema agli Ulterior: gli altri brani infatti faticano molto a reggere il confronto, tanto che alla fine prevale la delusione per un album che merita invece una larga sufficienza.
Peccato mi avesse illuso...
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John Maus - We Must Become the Pitiless Censors of Ourselves, la dark-wave anni 80 è come Captain America [giudizio: 4/5]

By martchelo on venerdì, luglio 29, 2011

John Maus, americano di Austin, è cresciuto a pane a musica elettronica d'oltremanica. Prendete i primi Depeche Mode, i Kraftwerk, Peter Murphy...insomma prendete un po' quel che volete del mondo new wave dark gothic degli anni '80 e non sbagliate. La musica di John Maus è un po' come Captain America, a distanza di 30 anni viene scongelata ed è esattamente identica a come la ricordavamo (che poi John Maus sia nato nel 1981 è un dettaglio irrilevante).
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Arcade Fire live @ Milano Jazzin' Festival, grandi ma imperfetti [giudizio: 3/5]

By martchelo on mercoledì, luglio 06, 2011

Attendevo da anni di poter assistere a un concerto degli Arcade Fire. Ho iniziato a seguirli con entusiasmo quando esordirono col fulminante Funeral e non li ho mai più persi di vista, passando da Neon Bible fino all'ultimo, acclamatissimo Suburbs. L'attesa all'Arena Civica di Milano nell'ambito del Milano Jazzin' Festival è palpabile, l'atmosfera scaldata il giusto dagli australiani Cloud Control prima e dai White Lies dopo.
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White Lies live @ Milano Jazzin' Festival, disinvolti e promettenti [3/5]

By martchelo on mercoledì, luglio 06, 2011

Non è facile essere la band di supporto. Sai che devi dare il massimo per provare a catturare l'attenzione del pubblico che non è venuto per te bensì per ascoltare la band principale, gli Arcade Fire in questo caso. Il caso dei White Lies che si sono esibiti ieri sera all'Arena Civica di Milano nell'ambito del Milano Jazzin' Festival però è leggermente diverso. La band inglese, forte di un discreto successo commerciale poteva contare su una buona base di fan nelle prime file e su una generale positiva predisposizione del pubblico che ne conosceva perlomeno i pezzi principali. Il cantante Harry McVeigh ha mostrato un'eccellente padronanza della sua voce e una naturale predisposizione a interagire col pubblico. I White Lies hanno suonato per un'oretta, con grande energia e buon affiatamento (con qualche imperfezione da parte dei 2 "ospiti": tastiere e seconda chitarra): un ottimo antipasto agli Arcade Fire e un buon feeling complessivo, quando torneranno in Italia potrei tornare ad ascoltarli.
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WU LYF - Go Tell Fire To The Mountain, tanto mistero per nulla [giudizio: 2/5]

By martchelo on martedì, luglio 05, 2011

Chi sono i WU LYF? Cosa sono i WU LYF? Cosa significa WU LYF? Di queste domande solo la terza ha una risposta: WU LYF significa World Unite! Lucifer Youth Foundation. In realtà dopo l'iniziale buio totale di informazioni che (furbescamente) i WU LYF hanno creato per attirare la curiosità del mondo indie, qualcosa in più s'è scoperto: sono inglesi, sono 4, sono di Manchester.
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