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The War On Drugs - Lost In The Dream, nostalgia canaglia [2/5]

By martchelo on martedì, marzo 18, 2014

Bruce Springsteen, Tom Petty, Jackson Browne ma anche Bob Dylan e addirittura i Pink Floyd. I The War On Drugs di Adam Granduciel più che un gruppo sembrano una compilation, una raccolta di nomi famosi del passato. Infatti anche in questo Lost In The Dream, terzo album dei War On Drugs, così come avveniva nel precedente Slave Ambient, il citazionismo supera il segno per sconfinare in un'inconsolabile nostalgia dei tempi che furono.

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Micah P. Hinson - Micah P. Hinson And The Nothing, grande, sofferto e irrisolto [3/5]

By martchelo on mercoledì, marzo 12, 2014

Micah P. Hinson è un artista straordinario ed è una vergogna che MantaRay non ne abbia mai scritto. Micah P. Hinson And The Nothing è il suo settimo album, un raggio di luce alla fine dell'ennesimo tunnel della sua travagliata vita.
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St. Vincent - St. Vincent, un notevole album pop [3/5]

By martchelo on venerdì, marzo 07, 2014

St. Vincent, AKA Annie Clark, arriva al quinto album con l'omonimo St. Vincent che segue a distanza di 2 anni l'ottimo I Love This Giant, realizzato assieme a David Byrne. Questo nuovo lavoro è molto ambizioso e vuole essere un punto di svolta della talentuosa ragazza che ha nel mirino l'élite del pop internazionale.
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Real Estate - Atlas, il dream-pop affonda nella noia [2/5]

By martchelo on mercoledì, marzo 05, 2014

Sono anni che leggo recensioni molto positive degli album dei Real Estate.  Questa volta tocca ad Atlas, recensito con un roboante 8.8 dalla bibbia indie, l'ottimo (di solito) Pitchfork. E al di là di Pitchfork trovare recensioni negative di questo album è quasi impossibile. Dunque il problema siamo io e i miei ascolti passati. Forse.
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Blood Red Shoes - Blood Red Shoes, rock, divertimento e coerenza [3/5]

By martchelo on mercoledì, marzo 05, 2014

I Blood Red Shoes, ovvero Steven Ansell e Laura-Mary Carter from Brighton, approdano al loro quarto album, un traguardo notevole per una band che si rivolge a una platea ristretta ma appassionata. In qualche modo i Blood Red Shoes sono il perfetto prototipo della band indie-rock inglese (rock, intendiamoci, non pseudo-rock): energia e understatement, divertimento e malinconia.
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The Bronx - The Bronx (III), duri e puri [3/5]

By martchelo on lunedì, marzo 03, 2014

Il terzo album dei Bronx, The Bronx (III), datato 2008, prosegue il lavoro iniziato con The Bronx (II) senza alzare minimamente il piede dall'acceleratore. Il furioso hard-rock post-punk dei ragazzi di Los Angeles non lascia spazio ad alcun ammorbidimento: se le venature hardcore sono tutto sommato poco evidenti non è difficile invece cogliere riferimenti al metal.
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The Bronx - The Bronx (II), punk e hard-rock d'annata [4/5]

By martchelo on giovedì, febbraio 27, 2014

Le storie andrebbero raccontate dall'inizio ma non sempre c'è il tempo di farlo. Coi Bronx parto dal loro secondo album, The Bronx (II), che fu un notevole passo in avanti per una band stracolma di energia ma molto ancorata a un hardcore/punk tosto ma anche abbastanza ripetitivo.
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St. Vincent & David Byrne - Love This Giant, un grande album di art-pop [4/5]

By martchelo on venerdì, febbraio 21, 2014

Non ho mai scritto nulla di St. Vincent e questo è sicuramente un errore. Cui vedo di rimediare scrivendo di Love This Giant, un album del 2012 che vede Annie Clark al fianco di un mostro sacro come David Byrne. O viceversa vede David Byrne cimentarsi al fianco di una stella dell'art-pop indie, St. Vincent appunto.
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Band of Horses - Acoustic at the Ryman, unplugged per fan [3/5]

By martchelo on giovedì, febbraio 13, 2014

Dopo aver pubblicato 4 album eccellenti nel corso di quasi 8 anni i Band of Horses decidono di godersi i risultati raggiunti pubblicando un Live acustico. I 10 brani registrati al celebre auditorium Ryman di Nashville non possono che celebrare l'aspetto più folk se non country della band di Ben Bridwell.
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Augustines - Augustines, la prova del secondo album è superata [4/5]

By martchelo on venerdì, febbraio 07, 2014

I We Are Augustines sono morti: viva gli Augustines. In effetti non sono cambiati i membri della band (e stanno tutti bene), ne è cambiato solo il nome dopo che tortuose vie legali hanno permesso al cantante e chitarrista Billy McCarthy, al multi-strumentista Eric Sanderson e al batterista Rob Allen di utilizzare Augustines, il nome che già inizialmente avevano scelto per la loro avventura musicale. Ma al di là di questo marginale cambiamento (io li preferivo col "We are", avevano un chè di esotico) la band è cambiata molto poco dopo il folgorante esordio on Rise Ye Sunken Ships. Fortunatamente.

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