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The Bronx - The Bronx (IV), hard-rock never dies [4/5]

By martchelo on giovedì, maggio 15, 2014

The Bronx IV, uscito nel febbraio 2013, è il quarto (ma vah?) album dei Bronx, granitica formazione post-punk hard-rock dalla doppia vita. Se in fatti da un alto la band vanta una rocciosa discografia buona per gli amanti dei suoni distorti e dritti allo stomaco dall'altro gli stessi elementi danno vita ai Mariachi El Bronx, formazione che suona solo musica messicana, musica Mariachi appunto. Trovo questo sdoppiamento magnifico e apprezzabile di per sé per il suo aspetto paradossale: ma ci saranno altre occasioni per parlare dei Mariachi El Bronx.
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The Bronx - The Bronx (III), duri e puri [3/5]

By martchelo on lunedì, marzo 03, 2014

Il terzo album dei Bronx, The Bronx (III), datato 2008, prosegue il lavoro iniziato con The Bronx (II) senza alzare minimamente il piede dall'acceleratore. Il furioso hard-rock post-punk dei ragazzi di Los Angeles non lascia spazio ad alcun ammorbidimento: se le venature hardcore sono tutto sommato poco evidenti non è difficile invece cogliere riferimenti al metal.
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The Bronx - The Bronx (II), punk e hard-rock d'annata [4/5]

By martchelo on giovedì, febbraio 27, 2014

Le storie andrebbero raccontate dall'inizio ma non sempre c'è il tempo di farlo. Coi Bronx parto dal loro secondo album, The Bronx (II), che fu un notevole passo in avanti per una band stracolma di energia ma molto ancorata a un hardcore/punk tosto ma anche abbastanza ripetitivo.
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Against Me! - Transgender Dysphoria Blues, il rock cambia sesso [4/5]

By martchelo on venerdì, gennaio 31, 2014

Il sesto album degli Against Me! presenta una sostanziale novità nella line-up. Come il titolo dell'album Transgender Dysphoria Blues fa intuire parliamo di cambio di identità sessuale: in buona sostanza il leader e cantante (sposato con prole) Tom Gabel è ora diventato Laura Jane Grace. E in questo lavoro canta la sua rabbia e il suo disagio, essere transgender nel nostro mondo non è (immagino) un'esperienza facile...
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Queens of the Stone Age Live Report in Milano, 3 Novembre 2013

By martchelo on lunedì, novembre 04, 2013

Dopo un'attesa durata ben 6 anni i Queens of the Stone Age sono tornati  suonare dal vivo in Italia, al Forum di Assago (cioè a Milano). Il gruppo di Josh Homme, accompagnato da ottimi musicisti (ma pur sempre turnisti), si è esibito per 2 ore davanti a più di diecimila persone entusiaste e partecipi. La scaletta è stata come prevedibile un mix tra i brani del nuovo album ...like clockwork e i grandi classici dei QOTSA: tantissima energia, sound roccioso come si deve, all'altezza delle aspettative.
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I Nebra esordiscono con l'EP Mare Caelo Miscere

By martchelo on mercoledì, luglio 17, 2013



Difficilmente MantaRay parla di band emergenti o recensisce EP. Ma le cose cambiano e questa volta scrivo di una band italiana, i Nebra, attiva dal 2011. Auto-prodotti, appassionati, in lotta con un mondo musicale italiano che non premia, anzi emargina chi suona rock i Nebra meritano che si parli un po' di loro. Mare Caelo Miscere è il loro primo EP ed è un lavoro interessante, con buoni spunti e idee, energia ma anche sfumature.
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Middle Class Rut - Pick Up Your Head [4/5]

By martchelo on giovedì, luglio 04, 2013

I Middle Class Rut sono probabilmente il miglior gruppo degli ultimi anni nel filone hard dell'alternative rock. La pietra di paragone più efficace è rappresentata dai Japandrois coi quali condividono la formazione: quel magnifico essere solo in due che ha fatto la fortuna anche di White Stripes, Blood Red Shoes, mr Gnome...
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Queens of the Stone Age - ... Like Clockwork [3/5]

By martchelo on venerdì, giugno 21, 2013

Recensire il sesto album dei Queens of the Stone Age, ... Like Clockwork, non è semplice. Sono passati ben 6 anni da Era Vulgaris, mezzo passo falso di una band che non sapeva più dove andare. E non sapeva più nemmeno chi fosse. Continui cambi di formazione infatti portarono a identificare la band col solo leader, Josh Homme. Le cose non sono certo cambiate nel frattempo ma si sono assestate.
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Pontiak - Echo Ono [1/5]

By martchelo on lunedì, maggio 14, 2012

Pontiak - Echo Ono (album cover)
I Pontiak, 3 fratelli della Virginia che suonano un rock psichedelico che in rete non è passato inosservato. Giunti con Echo Ono alla nona pubblicazione fra album ed EP (9 in 7 anni, troppe, hanno molto tempo libero questi ragazzi...) i Carney Brothers suonano una musica antica, citazionista come poche altre. Ma anche come accade a tante altre band dei giorni nostri, dai Wolfmother ai Black Mountain a mille altri.
Il tam tam degli addetti ai lavori sottolinea la straordinarietà dei Pontiak, sorta di reliquia vivente dei bei tempi che furono. Io lo confermo in pieno, ma trovo che tutto questo sia un limite enorme di questa band, non un pregio. Va bene che citare gli anni 60 e 70 è praticamente un obbligo per chi suona rock psichedelico ma un conto è suonare musica dei giorni nostri ricca di riferimenti, un altro è rimanere praticamente ibernati, come se non fossero passati 50 anni, restando ancorati a stilemi e sonorità sorpassati in tutto e per tutto.
Mi spiace ma per me questo è un disco da evitare, da lasciare ai nostalgici (vade retro!): time goes by, bisogna evolversi conoscendo il passato ma guardando al futuro. E questo non mi sembra il caso dei Pontiak, sorry guys.
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Foo Fighters - Wasting Light, solo uno svago pop [giudizio: 3/5]

By martchelo on martedì, maggio 10, 2011

Dave Grohl è stato il batterista dei Nirvana. Non fosse per questo, non trascurabile, dettaglio io non assocerei mai i Foo Fighters ai Nirvana. Ora, io non so dire se il grunge sia mai esistito e, nel caso, esattamente cosa fosse ma sono sicuro che i Nirvana fossero grunge. I Foo Fighters sono tutt'altro, suonano un hard rock marcatamente americano, con una fortissima componente melodica e pop, condita da chitarroni più innocui che aggressivi e coretti facilmente orecchiabili.
Wasting Light è il settimo album dei Foo Fighters ed è definito da Dave Grohl come "il più heavy mai registrato" (se lo dice lui...). Leggo da più parti parallelismi coi Queens of the Stone Age, il gruppo stoner-rock con cui Dave Grohl ha collaborato a più riprese. Qualcosa di vero c'è (vedi Rope ad esempio) ma il sottinteso delle due band è veramente diverso. Tanto i QOTSA sono un gruppo hard di nicchia, quanto i Foo Fighters sono un gruppo easy da stadio, da divertimento immediato e leggero.
Non mi hanno mai convinto i Foo Fighters, soprattutto dopo aver ascoltato Dave Grohl dal vivo: in estrema sintesi, non sa cantare, su disco riesce a sembrare ciò che non è, ovvero un cantante hard rock.
Wasting Light peraltro rispetta in pieno le premesse, è un disco rock, immediato e divertente, mai duro sempre melodico. Io trovo i Foo Fighters un gruppo un po' di plastica, il loro hard rock mi sa tanto di MTV. Gente simpatica insomma, ma dalla quale non attendersi grande musica, solo un po' di sano svago: Bridge Burning.
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Drive Like Maria - Elmwood, la via belga allo stoner rock [giudizio: 3/5]

By martchelo on giovedì, febbraio 24, 2011

Come molti, anche io sono pieno di pregiudizi sul Belgio. O meglio: è una nazione di cui raramente ricordo l'esistenza e quando lo faccio non mi vengono in mente eventi piacevoli. Men che meno l'associo alla musica, al rock in particolare.
E invece ora mi trovo ad ascoltare una band belga, i Drive Like Maria, trio stoner-rock che ha debuttato nel 2009 con Elmwood. Registrato e mixato negli States ad opera di John Congleton dei Black Mountain l'album d'esordio del trio propone una formula che ricorda molto molto molto da vicino i Queens of the Stone Age. Si notano anche altre influenze, sempre le solite quando si parla di hard rock, dai Led Zeppelin ai Wolfmother, giusto per miscelare i maestri e uno dei gruppi discepoli.
Elmwood  mi ricorda però principalmente i QOTSA, e questo rappresenta un grande pregio e un grande difetto al contempo. Ovvero, se l'impianto musicale non può che piacermi, se il sound è convincente e tosto, sul piano dell'originalità c'è qualche problema. Tutto suona come già sentito e non colgo qualità che facciano eccellere i Drive Like Maria: nè da un punto di vista compositivo nè strumentale nè, e questo è più importante, vocale. La voce è molto normale e questo fa tutta la differenza del mondo tra un buon gruppo e un grande gruppo. Elmwood è un buon album, si fa ascoltare e ha un bel carico di energia. Gli mancano le qualità per eccellere: I'm on a train.
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Portugal. The Man - Church Mouth, quando psichedelia, rock ed indie vanno a braccetto [giudizio: 4/5]

By martchelo on giovedì, febbraio 10, 2011

Non avete mai sentito nominare i Portugal. The Man? Va bene siete scusati, anche io non li avevo mai sentiti e di questa scoperta devo ringraziare Massimo, che me li ha gentilmente segnalati.
Che fareste voi se foste nati in Alaska? In effetti non ne ho la più pallida idea, ma così ad occhio di tempo per suonare penso che ne avrei. Di sicuro ne hanno i  Portugal. The Man visto che dal 2006 ad oggi stanno sfornando un album all'anno (più numerosi EP).
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Monster Magnet - Mastermind, onesto hard rock (ma bisognoso di un restyling) [giudizio: 3/5]

By martchelo on venerdì, dicembre 24, 2010

Chi frequenta Mantaray sa che io non sono un gran fan del metal, salvo rare eccezioni riservate alle eccellenze (giù il cappello per i Metallica, pliz). Ora, per una serie di coincidenze che possono essere ricondotte alla sindrome del click-compulsivo-alla-ricerca-della-novità, mi trovo a recensire un album di un gruppo che non avevo mai sentito nominare. I Monster Magnet, scopro su Wikipedia, esistono però dal 1989 (gasp!), e per certi verso mi fanno subito inorridire: nome pacchiano e inutilmente altisonante, copertina dell'album intrisa del cattivo gusto aerografato di certo metal di seconda fascia.
Per non parlare dell'impresentabile look da reduci del metal anni '80 (vedere per credere).
Nonostante tutto ciò ho ascoltato Mastermind, perchè nella vita non si sa mai. E in fin dei conti ho fatto bene, questo album è pieno di musica. I Monster Magnet di metal hanno ben poco, giusto qualche elemento a tratti,la loro vena prevalente è hard rock, anche stoner rock se vogliamo (ma scordatevi la potenza sonora dei Queens of the Stone Age). Apparentemente si tratta di un gruppo di "boscaioli", energici e lineari, ma in realtà la scrittura non è priva di spunti brillanti, le canzoni sono varie e insomma, a parte qualche coretto un po' patetico tipico dell'hard rock dei tempi che furono, Mastermind è un buon album rock, onesto.
Se poi i Monster Magnet cambiassero, nome, look e grafico....ma vabbeh, non pretendiamo troppo, in fin dei conti è Natale, siamo tutti più buoni: Hallucination Bomb!
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Black Mountain - Wilderness Heart, che delusione il terzo album [2/5]

By martchelo on mercoledì, novembre 17, 2010

Io sono convinto che l'arte, qualsiasi arte, si alimenti di piccoli percentuali di innovazione e grandi quantità di "ispirazione" a lavori di altri artisti. Insomma tutti copiano, e la cosa è assolutamente normale, lecita, giusta oserei dire. Ma in tutto ci vuole misura, se a fare "copy" son capaci tutti, è nel fare "paste" che emergono le differenze, è nel "paste" che sta la vera arte. Ovvero nella rielaborazione di ciò cui l'artista attinge, nel fare diventare proprio ciò che era di altri. Ed è proprio nel fare questo che i Black Mountain falliscono, clamorosamente.
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Black Mountain - In The Future, hard-rock da sorseggiare [4/5]

By martchelo on giovedì, agosto 19, 2010

Io ho una netta predilezione per le canzoni brevi, incisive, ammiro la capacità di sintesi di chi riesce a dire tutto ciò che deve nel minor tempo possibile, evitando di annacquare gli spunti brillanti. I Black Mountain, formazione canadese (ma quante band sforna il Canada!?) giunta al secondo album, non brillano certo per concisione (Bright Light, ad esempio, dura 16 minuti...), tuttavia In The Future mi ha incuriosito lo stesso.
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Queens of the Stone Age - Songs for the Deaf, un album fondamentale [giudizio: 5/5]

By martchelo on mercoledì, ottobre 21, 2009

I Queens of The Stone Age (per gli amici QOTSA) sono un gruppo fondamentale. Songs for the Deaf è un album fondamentale. Potrei anche concluderlo così questo post, evitando di addentrarmi nei dettagli della band di Josh Homme e dei suoi mille compagni di viaggio (Nick Olivieri, Dave Grohl, Mark Lanegan ecc...).
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Led Zeppelin - Mothership, un vero re-Master [5/5]

By martchelo on martedì, settembre 22, 2009

I Led Zeppelin sono un gruppo imprescindibile: sono le radici dell'hard rock, hanno inciso canzoni splendide e attualissime dando una svolta sostanziale all'evoluzione della musica rock. Hanno innovato in maniera straordinaria il modo di cantare con la tuttora stupefacente vocalità di Robert Plant e il modo di comporre con gli indimenticabili riff di Jimmy Page (poco importa se andasse spesso fuori tempo, l'estro non va imbrigliato nelle regole, al diavolo lo scrupoloso rispetto della ritmica).
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